La Camera Penale di Firenze, insieme all'Osservatorio Carcere dell'Unione delle Camere Penali Italiane , anche quest'anno ha organizzato la "Giornata dei Braccialetti", per discutere dell'impiego delle modalità del controllo a distanza.

Si tratta di un evento di rilievo nazionale, che si terrà venerdì 30 novembre 2018, a partire dalle ore 15.00, in FIRENZE, presso il Nuovo Palazzo di Giustizia, Aula n. 30 della Corte di Appello di Firenze, a cui parteciperanno autorevoli esponenti della Magistratura, delle Istituzioni e dell'Avvocatura.

 La partecipazione all'evento comporterà il riconoscimento di n. 3 crediti formativi in materia non obbligatoria.

 

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In occasione dell'astensione proclamata dall'Unione delle Camere Penali per i giorni 20-23 novembre 2018, la nostra Scuola ha organizzato per giovedì 22 novembre, ore 10, presso l'Auditorium Zoli dell'Ordine degli Avvocati (Palazzo di Giustizia, piano 0) l'evento dal titolo: "Fine processo mai? - Riflessioni sull'ipotesi di riforma della prescrizione e di altri istituti del diritto penale e processualpenale- A margine dell’astensione proclamata dalla UCPI per i giorni 20 - 23 novembre 2018".
Dopo i saluti dell'Avv. Sergio Paparo e del'Avv. Sigfrido Fenyes, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell'Ordine degli Avvocati di Firenze, a tale evento hanno partecipato il Prof. Avv. Filippo Bellagamba, il Prof. Francesco Cingari, il Dott. Gabriele Mazzotta, l'Avv. Eriberto Rosso, nonchè l'Avv. Giandomenico Caiazza Presidente dell'Unione delle Camere Penali.

 

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In occasione dell'astensione proclamata per i giorni dal 20 al 23 novembre, l'Unione delle Camere Penali Italiane ha indetto una manifestazione nazionale venerdì 23 novembre, ore 10 presso Teatro Manzoni, Via Monte Zebio 14/c (zona Prati) Roma, dal titolo "Contro il Populismo Giustizialista. Manifestazione in difesa della Costituzione e dei diritti della persona".

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No alla controriforma della giustizia penale. Dal 20 al 23 novembre astensione dei penalisti italiani in difesa della Costituzione. Il 23 novembre una grande manifestazione nazionale a Roma per affermare e difendere l'idea liberale e costituzionale della giustizia penale.

 

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GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE

Delibera dell’8 novembre 2018

I PENALISTI ITALIANI PROMUOVONO LA MOBILITAZIONE DELLA COMUNITA’ DEI GIURISTI IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE.

GIUSTO PROCESSO, TERZIETA’ DEL GIUDICE, RAGIONEVOLE DURATA DEI PROCESSI, PRESUNZIONE DI NON COLPEVOLEZZA, LIBERTA’ PERSONALE, FUNZIONE RIEDUCATIVA DELLA PENA: QUESTE LE RISPOSTE AI PROGETTI DI CONTRORIFORMA DELLA GIUSTIZIA PENALE.

PROCLAMATA L’ASTENSIONE DALLE UDIENZE PER I GIORNI 20, 21, 22 E 23 NOVEMBRE 2018

Pesanti nubi si addensano intorno al sistema penale del nostro Paese. Com’era prevedibile la connotazione populista dell’attuale maggioranza di Governo sta determinando l’adozione da parte delle forze politiche che la compongono di sciagurate iniziative destinate ad incidere sui meccanismi della giustizia penale.

La maggioranza parlamentare si sta attrezzando per una accelerazione che conduca in tempi rapidissimi alla approvazione del Disegno di Legge in materia di “Misure di contrasto dei reati contro la P.A.” attualmente all’esame delle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera dei Deputati.

È in relazione a tale Disegno di Legge che, come noto, è stato presentato l’emendamento governativo per l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

In questi giorni è stata incessante l’iniziativa dei penalisti italiani per denunziare sia la gravità del progetto sia lo strumento individuato.

L’Unione delle Camere Penali si è resa protagonista di una campagna di denuncia del tentativo di colpo di mano di procedere con un emendamento alla sostanziale soppressione di un istituto di garanzia.

La prescrizione nel nostro ordinamento è chiamata tra l’altro a svolgere la funzione di presidio del principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Soppresso tale equilibratore il tempo dell’accertamento diviene infinito, definitivamente trasformandosi il processo stesso in pena, con evidenti ricadute sulla stabilità dei rapporti giuridici.

Nella scorsa legislatura è già intervenuta la riforma della prescrizione –avversata dagli avvocati penalisti – che, concedendo un allungamento del tempo necessario a prescrivere per le fasi delle impugnazioni, ha già determinato l’inaccettabile procrastinarsi del processo penale.

Nel nuovo progetto addirittura non si distingue tra sentenza di condanna o di assoluzione, così determinando incertezza anche nella condizione di chi sia stato assolto dal primo Giudice.

Va poi ricordato che una mano tecnica si è inserita nella stesura della proposta ripristinando la disciplina prevista dal codice Rocco in materia di continuazione allungando, anche per questa via, i termini prescrizionali.

Intorno all’iniziativa dell’Unione si sono coagulate prese di posizione di autorevolissimi esponenti dell’Accademia e di quella parte della Magistratura che ha a cuore i principi del giusto processo.

Le forze di Governo stanno tuttavia dimostrando di voler pervicacemente perseguire, attraverso l’adozione di ulteriori iniziative parlamentari, l’obiettivo della abrogazione della prescrizione, addirittura iscrivendola in una minacciosa prospettiva di generale riforma del processo, le cui premesse sloganistiche sono già sufficienti a dare il segno di una dissennata deriva giustizialista e populista. E ciò senza alcun confronto con la comunità dei giuristi che nel suo insieme ha espresso la contrarietà a tale modo di operare.

D’altro canto, i primi interventi legislativi in tema di giustizia penale non lasciano adito a dubbi.

Sul merito del Disegno di Legge per la repressione dei reati contro la P.A., l’Unione ha già avuto modo di segnalarne incongruenza ed inutilità. Le specifiche norme si distinguono per la loro incompatibilità con il dettato costituzionale. L’armamentario è quello dell’inasprimento delle pene principali, della previsione di pene accessorie perpetue, addirittura in grado di sopravvivere alla riabilitazione.

Il Progetto introduce di fatto l’inquietante figura dell’agente infiltrato, attraverso la scorciatoia della speciale causa di non punibilità per l’autore del reato il quale non solo si manifesti ma consenta la individuazione, anche con collaborazione investigativa, dei correi. L’idea di fondo della riforma -inaccettabile per uno Stato democratico-  è che l’organizzazione della Pubblica Amministrazione meriti di essere trattata come un fenomeno di criminalità organizzata, con ulteriore aggravio delle procedure anziché la previsione della loro semplificazione.  

La condizione del carcere sorregge poi il percorso di espiazione essendo reso assai più difficile l’accesso alle misure alternative quali l’affidamento in prova. La confisca sopravvive alla prescrizione.

Se così alla Camera, il Senato della Repubblica si sta distinguendo quale fucina dei propositi giustizialisti della maggioranza parlamentare. È di recente intervenuta l’approvazione del Disegno di Legge in materia di legittima difesa modificando la struttura della scriminante in modo tale da prevedere (peraltro illusoriamente) la limitazione dello spazio per la doverosa valutazione da parte del Giudice delle condizioni per la sussistenza del presupposto della proporzione tra la difesa e l’offesa, così evocandosi la legittimità di forme di giustizia privata.

Approvata dal Senato è anche la Legge di modifica del giudizio abbreviato.

L’analisi specifica dei sei articoli porta semplicemente a segnalare come non sia più prevista la possibilità di definire il procedimento nelle forme del giudizio abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo, la previsione di meccanismi di recupero della diminuente qualora l’imputato chieda il giudizio speciale ora per allora nella speranza di una diversa qualificazione del fatto, la competenza della Corte di Assise - dunque anche con la componente dei Giudici popolari -  per la celebrazione del rito abbreviato per i reati di riferimento.

Il Disegno di Legge interviene poi con una modifica della parte generale del codice penale, inserendo la limitazione dei meccanismi di prevalenza ed equivalenza nell’attività di bilanciamento delle aggravanti speciali.

Tale intervento è destinato a ridisegnare il senso e il ruolo dei riti speciali.

È ben nota la natura di stampo inquisitorio del giudizio abbreviato, tollerata dal sistema solo per la sua portata deflattiva alla quale necessariamente si accompagna l’aspetto premiale.

L’intervento odierno cambia la prospettiva, mortificando il presupposto della deflazione, in aperta contraddizione con le sbandierate intenzioni di velocizzazione del processo penale, impedendo il rito proprio per quei reati ai quali è associata la tremenda sanzione dell’ergastolo.

Quanto all’intervento sul meccanismo di bilanciamento attenuanti-aggravanti la maggioranza parlamentare ha inteso intervenire nella regolamentazione del concorso eterogeneo di circostanze senza tener conto delle chiare indicazioni della Corte Costituzionale che ha già avuto modo di pronunciarsi sulla illegittimità di simili previsioni.

Si tratta insomma, all’evidenza, di una riforma che tende ancora una volta ad individuare nel processo uno strumento di vendetta sociale.

Ed infine, il Senato della Repubblica ha appena approvato il c.d. “Decreto sicurezza”. Il ricorso al voto di fiducia ha impedito la discussione e gli approfondimenti proposti, per il tramite degli emendamenti, di una legge destinata ad incidere profondamente nelle delicatissime materie di intervento. 

La svolta autoritaria prevede l’abolizione della protezione umanitaria, individuando pochi casi che consentono il rilascio del titolo di soggiorno. La misura, nella sua burocratica semplificazione, è certamente destinata ad alimentare il fenomeno di clandestinità.

Contraria al dettato costituzionale e ai principi fondamentali in materia di libertà personale è la previsione del trattenimento delle persone prima in strutture temporanee per l’accertamento della loro identità e poi nei c.d. centri di permanenza per il rimpatrio, misura restrittiva prolungata fino a sei mesi. Si tratta di una pena senza delitto che per di più si consuma in condizioni inumane e degradanti, tale essendo la realtà dei centri di permanenza.

I capi della maggioranza di Governo continuano ad annunciare ulteriori riforme del diritto processuale penale, prospettando soluzioni la cui vaghezza si accompagna alla volontà di restringere garanzie e diritti della difesa.

Vi è nei penalisti italiani grande preoccupazione per tali ipotesi di riforma e per gli immaginati scenari che mirano a sottrarre pezzi di libertà e di garanzie di ciascuna persona e prefigurano la autoritaria involuzione delle leggi penali; ma vi è anche forte determinazione nel respingere un così imponente attacco ai principi del diritto penale liberale e del giusto processo.

L’Unione delle Camere Penali ha dimostrato con la mobilitazione di questi giorni che unità di intenti e determinazione nell’iniziativa sono in grado di richiamare l’attenzione della pubblica opinione sulla reale portata di questi scomposti interventi di riforma della giustizia penale, determinando contraddizioni e ripensamenti nella stessa maggioranza di governo che ha dovuto infine differire di un anno l’entrata in vigore di quello scellerato emendamento sulla prescrizione dei reati.

Solo un percorso di confronto, di partecipazione, di verifica tecnica che parta dalla dichiarata condivisione dei principi costituzionali di garanzia e di libertà – confronto al quale l’Unione è disponibile – può e deve caratterizzare le riforme in materia penale. A tutto ciò, all’evidenza, intende sottrarsi l’attuale maggioranza politica.

L’Unione delle Camere Penali ritiene necessario procedere a una forma di protesta più radicale al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, tutte le sedi di giurisdizione, le istituzioni parlamentari e governative sulla grave situazione di pregiudizio per le libertà individuali, denunziando la svolta illiberale che si intende imprimere al processo penale.

Così evidenziato il chiarissimo segno autoritario delle iniziative legislative qui esaminate, l’U.C.P.I. chiama a raccolta, nell’ambito delle proprie manifestazioni, l’Avvocatura tutta, l’Accademia, la Magistratura, le rappresentanze delle forze politiche parlamentari, per sviluppare il confronto sulla gravità della situazione venutasi a determinare e per costruire una nuova comunicazione sociale fondata sulle idee di un diritto penale non vendicativo e sui principi del giusto processo.

Processo e democrazia sono nati insieme, smantellare l’uno significa demolire l’altra.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane

DELIBERA

secondo le vigenti regole di autoregolamentazione, nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 180 del 2018  e dunque con esclusione dei processi con imputati detenuti in custodia cautelare, l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22 e 23 novembre 2018, (esclusi i circondari di Salerno e Trieste interessati da astensioni indette dalle Camere Penali territoriali con delibere rispettivamente 24 ottobre 2018 e del 23 ottobre 2018);

CONVOCA

in Roma per il giorno 23 novembre 2018, con modalità che saranno tempestivamente rese note, una manifestazione nazionale in difesa dei valori costituzionali richiamati in delibera;

INVITA

le Camere Penali territoriali ad organizzare nei precedenti giorni di astensione iniziative locali ed eventi sui temi oggetto della presente delibera;

DISPONE

la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Capi degli Uffici giudiziari.

Roma, 8 novembre 2018

Il Presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane

Avv. Gian Domenico Caiazza

Il Segretario dell'Unione delle Camere Penali Italiane

Avv. Eriberto Rosso 

 

 

In allegato trovate la convocazione dell'Assemblea ordinaria dei Soci per il prossimo 14 novembre 2018, ore 18, presso l'Hotel Athenaeum.
Si tratta di una Assemblea importante, cui spero che riusciremo ad essere presenti in tanti, perché in essa i delegati della Camera Penale riferiranno sui lavori del Congresso di Sorrento, e sul suo esito, e soprattutto perchè dovremo eleggere il Presidente ed il Direttivo della Camera Penale per il biennio 2018-2020.
Come ricorderete, infatti, l'attuale Direttivo è in carica dal novembre del 2016, e sta dunque per scadere il biennio stabilito dallo Statuto.Nei prossimi giorni il Presidente ed il Direttivo faranno pervenire una lettera di consuntivo per il lavoro svolto in questi due anni, e programmatica,
Si ricorda a tutti che, ai sensi dello Statuto:
- sono eleggibili nel Consiglio Direttivo ed alla carica di Presidente i soci che siano iscritti alla Camera Penale da almeno due anni e si trovino in regola col pagamento delle quote sociali;
- l'assemblea é validamente costituita con la presenza di almeno 1/3 dei soci in regola col pagamento delle quote sociali;
- hanno diritto di voto i soci in regola col pagamento delle quote sociali;
- le votazioni per eleggere il Presidente ed il Consiglio Direttivo si svolgono a scrutinio segreto e in unica seduta;
- in sede elettorale l'assemblea é presieduta dal socio anziano, assistito per lo scrutinio da due soci nominati dall'assemblea medesima;
- a ciascun socio sono consegnate due schede, rispettivamente per l'elezione del Presidente e del Consiglio Direttivo: su quest'ultima possono indicarsi fino a sei nominativi;
- risultano eletti quali componenti del Consiglio Direttivo coloro che hanno riportato il maggior numero di voti; è ripetuta l'elezione per coloro che avessero ottenuto parità di consensi;
- risulta eletto alla carica di Presidente colui che ha riportato la metà più uno dei voti dei presenti: nel caso in cui nessuno abbia raggiunto il quorum necessario al primo scrutinio, si procede a una votazione di ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti nella votazione precedente..

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La Camera Penale di Firenze ha convocato l'Assemblea per il giorno 26 settembre 2018, alle ore 18.00, presso i locali dell'Hotel Athenaeum.

 

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Il centro Studi Giuridici e Sociali "Aldo Marongiu", il cui responsabile è, come sappiamo Lorenzo Zilletti, socio della nostra Camera Penale, ha organizzato, in collaborazione con la Scuola Nazionale di Formazione Specialistica dell'Avvocato Penalista un interessantissimo evento formativo che si terrà a Roma nei giorni 28 e 29 settembre 2018 in Via del Banco di Santo Spirito n. 42.

L'evento è in corso di accreditamento. 

 

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A seguito delle polemiche innescate dall'annullamento - pronunciato dalla Corte di Cassazione - dell'ordine di esecuzione che era stato emesso a carico del principale imputato del procedimento "Forteto", pur se in pendenza di giudizio di rinvio sulla determinazione della pena, il Direttivo della Camera Penale di Firenze ha ritenuto doveroso un intervento, attraverso un comunicato stampa scaricabile di seguito.

 

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L'unione ha proclamato l'astensione nei giorni 25, 26 e 27 giugno p.v. per protestare contro lo sgombero del Palazzo di Giustizia di Bari, a rischio crollo.

nella delibera, che potete scaricaricare qua sotto, è dettagliatamente descritta la situazione di Bari.

Vi ricordiamo che le adesioni all'astensione devono essere inviate "tempestivamente".

 

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“La tutela dei diritti di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: i frutti dell’albero avvelenato e il principio dell’inevitabile scoperta”, si terrà il 21 giugno prossimo (dalle 14 alle 19) presso il Polo delle Scienze Sociali di Novoli, Via delle Pandette, 35 – Firenze – Edificio D6 – Aula 1.18
Si tratta di un interessantissimo incontro, organizzato dal Centro Universitario “L’altro diritto” e dalla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, nell’ambito del programma “Clinica legale”, che prevede una simulazione di processo innanzi alla Corte EDU ed una successiva conferenza.

Il caso su cui gli studenti si cimenteranno riguarda gli effetti delle prove illegalmente assunte sugli atti derivati, tema su cui c’è una certa tensione tra l’orientamento prevalente in Italia e quello della Corte EDU. Le argomentazioni addotte dalle parti muoveranno dalla giurisprudenza della Corte EDU e da quella della Cassazione, tenendo presente anche il dibattito statunitense sul tema.
La simulazione si terrà in lingua inglese, lingua ufficiale della Corte, e, per consentire al pubblico di seguire con precisione, sarà fatta una succinta traduzione consecutiva e alcuni materiali saranno messi a disposizione in anticipo. Lo stesso accadrà per la relazione del prof. Paulo Pinto de Albuquerque (giudice della Corte EDU).

All’apertura dei lavori, saranno svolti i saluti della Prof. Patrizia Giunti (Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze), del Prof. Paolo Cappellini (Presidente della Scuola di Giurisprudenza) e del collega Sigfrido Fenyes (Vice presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze).
Dopo a simulazione, seguirà una conferenza moderata dal Prof. Emilio Santoro (Università di Firenze e Direttore L’altro Diritto Centro Interuniversitario), nella quale interverranno quali relatori
il Prof. Paulo Pinto de Albuquerque (Giudice Corte EDU), il Dott. Mauro Palma (Garante Nazionale dei Diritti dei detenuti), il Dott. Andrea Tamietti (Vice-cancelliere Corte EDU) e l’Avv. Luca Bisori (Presidente della Camera Penale di Firenze).

L’incontro è in corso di accreditamento per l’attribuzione di 4 crediti (1 in materia obbligatoria e 3 in materia non obbligatoria).

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Nuovo evento formativo organizzato dalla Scuola della Camera Penale di Firenze, dal titolo “Recenti interventi di riforma sulle impugnazioni penali”.organizzato dalla Scuola della Camera Penale di Firenze, che si terrà il giorno 28 maggio 2018, alle ore 15,30 presso l’auditorium “A. Zoli” all’interno del Palazzo di Giustizia di Firenze, dal titolo “Recenti interventi di riforma sulle impugnazioni penali”.Come noto, a distanza di circa un anno dalla prima “riforma Orlando”, un nuovo testo legislativo (Decreto legislativo, 06/02/2018 n. 11, in G.U. 19/02/2018) fondato sulla medesima legge delega 103/2017 è intervenuto ad integrare la disciplina in materia di impugnazioni penali.La novella, nel solco della “tendenza” alla specificità dei motivi di impugnazione, pone ulteriori limiti e condizioni ai poteri di impugnazione del Pubblico Ministero e dell’imputato, prevedendo, tra l’altro, anche nuove ipotesi di inammissibilità e significative modifiche in tema di appello incidentale. All’’incontro, che sarà moderato da Lorenzo Zilletti (Responsabile del Centro studi giuridici e sociali “A. Marongiu” dell’UCPI), parteciperanno quali relatori la Dott.ssa Margherita Cassano (Presidente della Corte d’Appello di Firenze), il Prof. Massimo Ceresa-Gastaldo (Ordinario di diritto processuale penale nell’Università L. Bocconi di Milano) ed Eriberto Rosso (Responsabile dell’Osservatorio Cassazione dell’UCPI).

L’evento darà diritto a 4 crediti formativi in materia non obbligatoria.

Per l'iscrizione dei soci della Camera Penale sarà possibile effettuare l'iscrizione inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Gli altri, potranno iscriversi tramite Sfera.

 

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